La cartella sanitaria digitale di famiglia
Pubblicata il 3 ottobre 2026
In quasi ogni casa esiste un cassetto. Dentro ci sono buste dell'ospedale, ricette scadute, una tessera di esenzione, due radiografie e un foglietto con un numero di telefono senza nome. È la cartella sanitaria della famiglia, allo stato grezzo.
Finché nessuno la chiede, quel cassetto basta. Il problema arriva in sala d'attesa, davanti a un medico che non conosce la storia e ha dieci minuti.
Una cartella di famiglia non è un mucchio di referti.
I referti sono solo una parte, e nemmeno la più utile. Una cartella serve a rispondere in due minuti a domande che tornano sempre: che interventi ci sono stati, quali terapie sono in corso, quali esenzioni sono attive.
Tre informazioni, quando servono, non si trovano mai.
La storia in ordine di data. Ricoveri e interventi esistono come singole buste, non come sequenza. Ricostruire l'ordine a memoria, in piedi, non funziona.
Le terapie in corso così come le ha scritte il medico. Non riassunte, non ricordate: trascritte. È la parte che la famiglia non deve interpretare.
I contatti. Medico di base, specialisti che seguono, numero del distretto, assistente familiare. Stanno in rubriche diverse.
Le sei parti che compongono la cartella.
Una cartella di famiglia ha una sezione per ciascuna persona, e ogni sezione contiene sempre le stesse sei parti.
- I dati essenziali e i documenti sanitari di base, tessera ed esenzioni comprese.
- La storia in ordine di data, con ricoveri, interventi e visite importanti.
- Le terapie in corso, trascritte dalla prescrizione.
- I referti e gli esami, con la data dell'esame e non quella in cui si fotografa.
- I contatti dei professionisti che seguono la persona.
- Le abitudini e le preferenze, che non stanno in nessun referto e servono a chi entra in casa.
Il sesto punto è quello che si dimentica sempre, e rende la cartella utile anche a un'assistente nuova.
Si parte in una sera, non in un mese.
Il lavoro iniziale si fa una volta sola, tutto insieme.
- Si svuota il cassetto sul tavolo e si fanno tanti mucchi quante sono le persone.
- All'interno di ogni mucchio si divide per tipo: documenti, referti, prescrizioni.
- Si fotografa partendo dagli ultimi due anni. Il resto si recupera con calma.
- Si dà a ogni documento un nome che contenga la data e la persona.
Esempio inventato: un file chiamato «2026-03-14 nonna referto cardiologico» si ritrova al buio. Lo stesso foglio chiamato «foto 4821» è perduto anche se è salvato.
L'ordine quotidiano dei documenti che arrivano dopo è un lavoro diverso, trattato nella guida sui documenti sanitari in ordine.
Una cartella di famiglia riguarda persone, quindi va protetta.
Questi sono dati particolarmente delicati, e appartengono alla persona assistita. Due conseguenze pratiche. Il consenso si chiede a lei, finché è in grado di darlo. E l'accesso si dà per parti, con la possibilità di revocarlo, come spiegato nella guida su come condividere informazioni sanitarie in sicurezza.
Quello che la cartella non fa va detto come una garanzia. Non interpreta un referto, non segnala valori, non suggerisce nulla. Conserva e mostra, con il nome di chi ha scritto e l'orario. I dati restano su server europei. L'installazione per Android sta nella pagina dedicata.
La cartella clinica appartiene all'ospedale. La cartella di famiglia appartiene a chi assiste.
Domande frequenti
Che differenza c'è rispetto al fascicolo sanitario elettronico? Il fascicolo raccoglie quello che transita dal servizio sanitario, ed è uno strumento per persona. La cartella di famiglia tiene anche ciò che il fascicolo non vede: le visite private, le abitudini, le note di chi assiste. I due non si escludono, si guardano in momenti diversi.
Dobbiamo caricare tutto, anche i documenti di venti anni fa? No, e volerlo fare è il motivo per cui molte famiglie non cominciano. Gli ultimi due anni coprono quasi tutte le domande di una visita. Il materiale più vecchio si aggiunge quando capita di averlo in mano.
Se i figli sono tre, chi tiene la cartella? La cartella è di tutti, ma la manutenzione è di uno. Una persona verifica che i documenti nuovi vengano inseriti; gli altri leggono. Senza un responsabile dichiarato, l'aggiornamento diventa un compito di nessuno.
In sintesi
Una cartella sanitaria di famiglia non è un archivio di referti, ma una risposta pronta alle domande che un medico fa sempre. Si costruisce una volta, partendo dagli ultimi due anni, e poi si tiene.
CuraFam contiene le parti di questa cartella e le rende condivisibili: prescrizioni e referti, abitudini e preferenze, team di cura con ruoli e telefoni, riepilogo della cura stampabile. Non interpreta documenti, non calcola dosaggi e non propone diagnosi: raccoglie e distribuisce quello che decidono la famiglia e il medico.
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